venerdì 22 novembre 2019
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  Valutazioni Listini Prezzi  
LISTINO PREZZI
Considerazioni a tutto campo


In relazione alla presa in visione di qualsiasi Listino Prezzi, è opportuno prima di aprire alcune considerazioni, definire le necessità che portano sia a formularlo, sia ad usarlo, sia ad interpretarlo.

Spesso oggi, causa la frammentazione del settore in cui la mancanza di regole è la regola, crea problematicità affrontare e definire i budget di spesa spiegandoli a quei Clienti che affrontano in modo saltuario tali percorsi. – Questi Clienti davanti alla scadenza a breve di una mostra o di un evento, si vedono richiedere somme a loro dire ALTE. – Vogliamo provare a spiegare che, questo termine “ALTE”, è dovuto alla mancanza di tempo e considerazioni che vanno spesso fatte a monte.

Il Listino Prezzi è un proprio e vero strumento per conoscere i diversi concorrenti, il tipo di lavorazioni, i servizi, la disponibilità dell’Azienda ad aprirsi a nuove tecnologie, ecc.

Pertanto un buon Listino Prezzi, è costituito dall’insieme dei concetti, degli strumenti, delle metodologie e delle pratiche che permettono di attivare conoscenze ed informazioni atte allo sviluppo della dinamica economica tra l’Azienda ed il Cliente.

La presa in visione di un Listino, nasce prima di tutto dalla necessità di acquisire la conoscenza dei prezzi per la realizzazione di un proprio lavoro o preventivo.
Occorre pertanto acquisire più varianti o preventivi per creare un insieme di informazioni da selezionare, aggiungendo la valutazione sul come formuleremo la nostra richiesta e cioè: tempi di realizzazione, risultato qualitativo in funzione dell’utilizzo del bene che andremo a realizzare, rapporto con le maestranze che realizzeranno il nostro lavoro, modalità sul come il nostro lavoro verrà seguito passo per passo, conoscenze tecniche, tutti componenti che possono variare a volte di molto o poco, l’idea di prezzo che ci stiamo facendo.

Proviamo a prendere in considerazione alcuni spunti che possono approciare alla stesura di un preventivo non inficiato dall’ansia del prezzo contingente, ma che possono diventare strumento di lavoro:

1. VALORE da aggiudicare al lavoro che ci accingiamo a realizzare. – Il Valore tiene in considerazione il tempo che abbiamo dedicato e che dedicheremo al bene che stiamo realizzando. – E’ anche un fattore economico, cosa ci aspettiamo di avere una volta realizzato il bene, il valore di una Donazione, il valore di una Vendita, il valore Affettivo, il valore di un Archivio, ecc.
2. CONTESTO LAVORATIVO e SCELTA DEL NOSTRO FORNITORE in relazione anche alla sua storia, all’ambiente in cui opera non trascurando quello sociale, culturale, e naturalmente economico: valori che se ben ponderati arricchiranno il percorso nel suo insieme.
3. CHIEDERE all’Azienda o Fornitore che avete individuato e che dovrà scrivere il preventivo, di formularlo o verificarlo insieme, portando con Voi tutte le altre considerazioni e valutazioni fino ad ora raccolte. Insieme è possibile acquisire quelle disponibilità accessorie che possono portare a maggiore fiducia nell’investimento in atto, a conoscere potenzialità reciproche, a valutare un eventuale interesse per il Fornitore nel crearsi un Cliente motivato, a stabilire condizioni vantaggiose nel pagamento in merito ai dati scambiati che apportano sicuramente fiducia, ecc.
4. STABILITO lo sforzo ed il percorso da fare, spesso l’importo si alleggerisce di quelle dinamiche dovute all’ansia, alla insicurezza, alla fretta, che comportano distorsioni sulle considerazioni e analisi del prezzo reale che andremo a pagare.
5. RICHIEDERE una volta concordato il prezzo del bene e la sua realizzazione, la stesura di un piccolo contratto o del preventivo da controfirmare, con tutte le clausole stabilite insieme ed accettate. Un contratto assicura alle parti una tranquillità fino alla fine della realizzazione del bene.


Queste sopra sono solo alcune semplici considerazioni in linea di massima, da fare, per evitare di cadere nei soliti luoghi comuni che spesso superano in orrore i precedenti. – Non è sufficiente giustificare il prezzo più basso, se non se ne ha una motivazione precisa e sicura, spesso è la partenza che ci frega nello stabilire la convenienza, le mostre spesso hanno tempi ridotti di realizzazione e ancor meno motivazioni e contorni validi per far sì che sia opportuno considerare l’insieme della realizzazione della medesima. L’opera, il Bene o la Mostra: “Toccata e Fuga” o “MortiDallaVoglia”, non necessitano di quanto sopra descritto, e, a parte le provocazioni, un bene, un’opera o una mostra se fatte a solo scopo di contorno di qualsiasi altro motivo o rappresentazione, devono giustamente guardare alla massima convenienza, sono prodotti pubblicitari e come tali hanno una loro precisa durata. Naturalmente è giusto sapere come procedono le cose e non voler pretendere di confondere un Valore con un altro.

CONSIGLIAMO
pertanto dopo aver scaricato o preso in visione il nostro Listino Prezzi, ad avere un contatto diretto con il nostro personale, per potere valutare le migliori condizioni operative ed economiche, e per accettare Le vostre varie ed eventuali puntualizzazioni.


Avvisandoci per mail, potete contattarci su appuntamento a:
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  QUALITÀ DI UN NEGATIVO BIANCO E NERO  
Criteri di valutazione e di impostazione, per ottenere un’originale di qualità, per la stampa o scansione.

Succede che alcuni Clienti, dopo aver ritirato il loro materiale sviluppato, nell’osservarlo, si domandino se i loro negativi siano stati correttamente esposti e sviluppati.
Il corretto uso nel trattare e preparare l’originale negativo, ci farà risparmiare tempo e materiali, una volta che lo andremo a stampare sia in analogico, in digitale, o per scansione.
Questo metodo potrà servire per verificare o fare verificare il vostro lavoro, anche e specialmente quando, esso è stato eseguito da terzi.
E’ sempre bene chiedersi se, pur avendo sempre fatto buoni negativi, non vi sia la possibilità di migliorarli ulteriormente.

Il metodo preciso per giudicare un negativo consiste nel misurare appunto determinate densità del negativo con un densitometro.
Servendosi di tali misurazioni si può:

  • VALUTARE L’ESPOSIZIONE DELLA PELLICOLA
  1. misurare la densità del bordo chiaro (non esposto) della pellicola e si prenda nota del valore trovato.
  2. successivamente si faccia la lettura della minore densità nel negativo, corrispondente alle parti in ombra del soggetto che si desidera stampare appena un po’ più chiara del nero.
  3. quindi si sottragga la prima lettura dalla seconda.

Se la differenza è più bassa di 0,05 D il negativo è probabilmente così sottoesposto che non si riuscirà ad ottenere da esso una qualità realmente buona.
La prima lettura fatta ci ha indicato la densità del supporto della pellicola e la piccola quantità di velo che è sempre presente, in conseguenza dello sviluppo. – Tale operazione è chiamata determinazione della densità “supporto-più-velo”.

Abbiamo detto che in un negativo, questo rapporto non deve essere inferiore a 0,05 D, ma piuttosto leggermente superiore a circa 0,10/0,15 D. – Quindi, se le densità delle ombre sono considerevolmente più basse, si dovranno aumentare le esposizioni, ed impiegando una pellicola meno rapida.

Viceversa, la differenza tra le densità dell’ombra e del “supporto-più-velo” non dovrà essere superiore a 0,25 D circa. – Se fosse considerevolmente maggiore, si dovranno diminuire le esposizione, ed impiegare una pellicola più rapida.

In questo caso, lo sviluppo non centra, come non centra la scelta del rivelatore, che va fatta a priori e con diverse considerazioni. – Le misure della densità delle ombre servono proprio per il controllo dell’esattezza del livello di esposizione. – Questo è bene ricordarselo.

  • VALUTARE IL TRATTAMENTO DELLA PELLICOLA
  1. misurare un’alta luce diffusa che si desidera stampare appena un po’ più scura del bianco.
  2. sottrarre la densità della zona d’ombra in cui si intravede dettaglio da quella delle alte luci diffuse per trovare la differenza di densità.
  3. è bene ricordare che nel confronto di due densità di un negativo, la densità “supporto-più-velo”, che compare in entrambe, si elimina da sola nel calcolo. – Nei densitometri moderni vi è la possibilità di un azzeramento automatico.

La differenza di densità della “scala di densità” del negativo deve essere di circa 1,05 D per i negativi da stampare con ingranditori a diffusore, o di 0,80 D per i negativi da stampare su ingranditori a condensatori.
Allorché si eliminano le alte luci speculari e i neri più profondi dalla gamma di luminanza di un soggetto in esterni, si rimane con un intervallo di circa 125:1. – Nel SZ questo corrisponde a 7 zone, dalla zona II alla zona VIII.
Questi valori sono le medie derivate dalle misurazioni effettuate su un certo numero di ingranditori moderni, che come tutte le attrezzature, ogni singola attrezzatura può essere leggermente diversa.
Se il contrasto della stampa è troppo debole, aumentare il tempo di sviluppo per ottenere una differenza di densità più alta, che dia il contrasto desiderato su una carta di grado 2 con il proprio ingranditore.
Se il contrasto è troppo forte, ridurre il tempo di sviluppo della pellicola per ottenere una scala di densità più debole che dia il contrasto voluto.
Nella stampa analogica sfrutteremo le carte a contrasto variabile per compensare le differenze di densità effettive di negativi diversi, più alte o più basse da quelle volute, in quanto i soggetti presentano spesso gamme diverse di densità.
E’ ovviamente più facile e anche più economico realizzare scansioni partendo da negativi relativamente uniformi piuttosto che partendo da negativi con molte variazioni di densità e contrasto.

Consigliamo nel caso si voglia determinare uno standard per valutare: film diversi, sviluppi diversi, supporti di stampa, di utilizzare scale di grigio o colore come test di riproduzione, o condizioni esterne idonee ai test. E’ bene ricordare che test effettuati con luce artificiale o luce naturale esterna, sullo stesso test, possono una volta messe in pratica, avere variazioni di +- 1 diaframma.

  • GIUDIZIO VISIVO DEL NEGATIVO
  1. Le zone d’ombra più profonde devono essere trasparenti nei negativi, mentre i toni chiari delle ombre devono presentare dettagli distinguibili.
  2. Le alte luci diffuse devono presentare dei particolari distinguibili ed essere decisamente meno dense delle alte luci speculari.

Materiali e test di misurazione: BT&C, Heiland electronic, Barbieri electronic, Kodak.

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  Conservazione Stampe Ink-Jet  

Indicazioni per una corretta conservazione delle opere fotografiche realizzate  su materiale cartaceo.

  

I parametri ambientali

Il controllo dei parametri ambientali  è di principale importanza per tutte le opere fotografiche ed in maniera particolare per le opere su carte cotone, poichè si tratta di un materiale organico e molto igroscopico.

Indicazioni per una corretta esposizione temporanea:

La temperatura deve rimanere tra i 16 e i 20 C, l’umidità relativa tra il 45 e il 60 %. In ogni caso, l’ambiente non dovrebbe subire repentine variazioni termoigrometriche anche all’interno di questi valori. L’illuminazione non deve superare i 50 lux/ora e deve essere priva di radiazioni ultraviolette o, comunque, non superiori a 75 ųwatt/lumen. Le opere devono essere protette dalla polvere, specialmente quando non è possibile procedere con i tradizionali metodi di pulitura (vedi l’esempio delle stampe ink-jet)

Indicazioni per una corretta sistemazione definitiva:

Anche la sistemazione definitiva dll'opera deve essere scelta nel rispetto dei parametri sopraelencati. L'0pera montata in passe-partout o protetta da un cartella per conservazione dovrebbe essere conservata all'interno di una cassettiera e sottoposta a controlli periodici.

Tali accorgimenti vengono di solito forniti ai Musei e ai grandi collezionisti; è evidente che in un’abitazione privata o in una Galleria non sempre è possibile garantire una sistemazione di questo tipo, sia per la mancanza della strumentazione necessaria per tenere sotto controllo i parametri ambientali, sia per le esigenze espositive dei galleristi sia dei privati. E' possibile  però seguire una serie di indicazioni per rallentare il deterioramento, e, per evitare che si verifichino danni spesso irreversibili come le antiestetiche macchie lasciate dai nastri adesivi.

Alcune indicazioni di massima:

Non posizionare l'opera in prossimità di una fonte di calore, vicino a delle finestre e non esporla alla luce diretta del sole.

Porre nel retro delle cornici dei 'feltrini' per distanziarle dalla parete; l'aria ha così modo di circolare ed è possibile evitare che eventuali infiltrazioni del muro danneggino l'0pera.

Evitare il contatto diretto tra opera e vetro di protezione (tramite passe-partout o listelli in cartone non acido posti tra vetro e opera), in tal modo si impedisce il crearsi di fenomeni di condensa e il distaccarsi dal supporto cartaceo di tecniche particolarmente delicate.

Non utilizzare a stretto contatto  lastre di plexiglas e altre tipologie di acrilici nei montaggi di opere con tecnica ai pigmenti o carboncino; il plexiglas ha una carica elettrostatica che attira le particelle (in questo caso di pigmento) ed é quindi un materiale molto pericoloso.

Nel caso di opere pregiate, sarebbe opportuno utilizzare vetri di protezione con filtri che schermino parzialmente i raggi UV e IR.

Utilizzare cartoncini e carte non acide realizzate per la conservazione dei materiali cartacei, evitando i cartoncini di pasta di legno che trasmettono una forte acidità alle opere.

Non utilizzare nastri adesivi o bi-adesivi o colle viniliche e acriliche per il montaggio di opere su carta.

L'opera non deve essere completamente fissata al supporto o peggio ancora incollatata lungo l'intero perimetro, ma deve avere la possibilità di muoversi liberamente per evitare ondulazioni o strappi.

Non conservare le opere all’interno di buste di plastica, a meno che non siano prodotti testati e venduti da ditte o laboratori specializzati nel trattamento e nella conservazione dei materiali archivistici.

Di fondamentale importanza servirsi di materiali realizzati per la conservaione dlle opere su carta e affidarsi a laboratori di stampa e corniciai che ne garantiscano l'esecuzione e la validità e forniscano le relative shede teniche.

 

 

 

 

 

 

 

 

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